Kiss me Licia... Colpo di scena


Mirko è pronto per farsi perdonare, si affaccia, osserva per ore quel balcone, i suoi messaggi musicali rimbombano nel quartiere… minuti, ore, giorni scorrono tra i suoi tanti punti interrogativi. Sono pronto, lo voglio!
Ma ad un tratto una giovane donna dai capelli rossicci citofona alla sua porta “Mirko apri!”. Conferma che il lockdown è finito! 
Lui, esce in balcone e si appoggia rigidamente alla ringhiera con lo sguardo rivolto alla strada, il portone si chiude, lei si avvicina ma si ferma sull’uscio.
Mirko: “le parole dette hanno un peso ed un significato”
Lei: “guardami sono qui per restare”
Mirko: “Marika non è me che vuoi ed io sono stanco di aspettare i tuoi momenti”
Lei: “ti prego guardami ti devi fidare! Fidati ti prego!”
Mirko: “non mi fido più di nessuno, l’hai voluto tu”.
Lei si avvicina e lo abbraccia, inizia a baciarlo sul collo, lui resta impassibile e continua a fissare la strada… cerca di allontanarla, lei gli resta attaccata con insistenza sussurrandogli qualcosa all’orecchio. Lui non resiste, all’improvviso l’afferra violentemente e la trascina all’interno. Come al solito Mirko dimentica il balcone aperto e la smania di piacere si avverte al quarto piano. Licia sbatte con rabbia la sua finestra… e tra piacere del 2° e singhiozzi del 4° passiamo i prossimi imbarazzanti minuti. Poi il silenzio, il portone si richiude, ancora silenzio che però viene interrotto qualche istante dopo da un colpo secco e dal rumore del vetro frantumato. Ancora singhiozzi ma questa volta vengono dal 2° con la consapevolezza di aver perso stupidamente tutto. Nell’aria aleggia il sapore di un addio.
Dopo qualche ora, il pubblico del quartiere è distratto, un pianoforte irrompe, “Primavera di Vivaldi” come non riconoscerla… tutti attratti escono a capire da dove viene la musica. La rinascita, parla di te Licia, che questo periodo non finisce più e stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando videochiami le tue amiche: "Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così"… ma hai pianto, hai sperato e ti sei persa ancora una volta.


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