Eccomi
lì a vagare tra gli scaffali della Feltrinelli, indecisa se affrontare temi culturali
o divertenti.
Ma è li, davanti a me, esposto il libro di Chiara Moscardelli: “Volevo essere una vedova “
Cercasi scusa per “single”. Perfetto!
M’immedesimo subito. Una single comica, decisamente mancata gatta morta,
a rispondere alle solite domande: “perché non sei fidanzata? Non ti accontenti?
Perché non vuoi? Non sei accompagnata? Perché non trovi nessuno? Non inizia a
essere un po’ tardi? … ecc ecc ecc”
Finalmente una risposta/scusa brillante alle mie domande: “Come
posso sopravvivere a questa inquisizione? Come posso farti capire che a volte la sfiga ci mette lo zampino?”
Concordo pienamente che è tutta colpa della famiglia del Mulino Bianco e di tutte le favole che ci hanno raccontato da piccole a partire da Cenerentola!
E poi chi ti circonda inizia a suggerirti posti dove incontrare
persone … viaggi, sport, uscite…
Ma come te lo spiego io:
- che quando prendo il treno o l’aereo becco il posto sola…
oppure in compagnia di suore o… anziani (assolutamente nulla contro di loro ma ciò non aiuta)
- che m’iscrivo a un corso di tennis e nella presentazione del
gruppo il mister fa:” voi siete l’unico gruppo sole donne!”
- che quando esci a cena intorno a te ci sono solo donne o
coppie.
E poi eccola lì, la tua geniale collega, che
vuole farti un piacere e cerca di piazzare lo sfigato di turno che è appena stato
mollato e che non è minimamente interessato a quello che sei e dici …. E
continua a parlare l’intera serata della sua ex … “ci rivediamo?” - No grazie le
sedute è meglio farle con persone competenti.
Conclusione l'aspirante non sarà mai una gatta morta!

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