In quanti avete
apprezzato la “Super-Luna” della scorsa sera?
In quanti l’avete
fotografata?
In quanti contemplata?
Era il 1516 quando Ludovico Ariosto pubblicò la prima versione del poema
cavalleresco “L’Orlando furioso”, ed io guardando quella luna, mai trovai più
attuale il filone relativo alla pazzia di Orlando.
Faccio una breve
introduzione sul caso:
La pazzia, del protagonista, nacque dalla scoperta del
“tradimento” da parte di Angelica, sua amata.
Ai fini della guerra
contro i Mori era necessario però il ritorno alla normalità del cavaliere. Fu
per questo motivo che Astolfo venne incaricato da Dio a recarsi sulla Luna,
luogo in cui risiedevano tutte le cose che si perdono in Terra.
Ecco la Luna come un deposito o azzarderei dire, discarica, di valori
dimenticati in Terra.
Proviamo ora ad adattare la storia alla nostra situazione.
Partiamo da Orlando, glorioso cavaliere senza macchia e senza paura, siamo
noi! Ognuno di noi si è sentito imbattibile, diciamoci la verità, il senso di
invincibilità è sentito da tutti, almeno fino a quando non c’è un fattore
esterno che ce lo smentisca.
Angelica è paragonabile
alla nostra vita prima della quarantena.
Per Orlando, Angelica
rappresentava l’amore e per molti romantici tra noi, l’amore stesso è vita ma
non voglio scontentare la categoria degli scettici, quindi consideriamo Angelica
come la nostra precedente quotidianità.
L’amante, Medoro è
invece il Covid-19.
Vi raccomando non
sprecate gli aggettivi ad esso associabili.
A questo punto
ripercorriamo la vicenda:
“La nostra realtà incontrò
il Covid-19 e ci tradì. Appena scoperto l’accaduto abbiamo “dato di matto”!”.
Se vi state sentendo un po’ Orlando, ne sono felice perché il paragone ha
funzionato!
Attenzione però, noi a differenza di Orlando non potremo dar sfogo alla
nostra ira per le strade, perché serve l’autocertificazione in primis (e io non
sono certa di avere l’ultima versione) e poi c’è il rischio contagio, la polizia,
le multe … mi sono già stancata a sol pensiero! Quindi impazziamo, ma seduti
sul divano, ok?
Occhio poi all'aspetto
più importante, chi recupererà il nostro senno?
Per Orlando ci pensò
Astolfo che andò sulla Luna e ne riempì una ampolla!
Nella nostra storia però
Astolfo non c’è.
Quindi come finisce?
La conclusione alla mia storia la immagino così:
“In quella sera, una Luna superba colse l’attenzione di Orlando, da sempre
più attento al tempo necessario per la sosta che alla di lei bellezza. Fu lì,da quella intima contemplazione che tornò calma e ragione ad illuminare quanto sino ad allora la sua mente aveva offuscato”.
Vi lascio così, con uno dei versi che descrivono il cammino di Astolfo
sulla Luna e vi auguro una buona ricerca!
“Vide una gran quantità di trappole
con inganno, che erano, o donne, le vostre bellezze. Sarà lungo se io racconto
nei miei versi tutte le cose che gli furono mostrate qui; infatti dopo mille e
mille non finirei, e vi sono tutte le cose che ci riguardano: solo la pazzia lì
non è poca né molta, poiché essa sta sulla Terra e non se ne allontana mai”.
Dcheese
Commenti
Posta un commento