Oggi festeggio il mio trentacinquesimo
giorno di quarantena, si so che suoni strano, ma il trentesimo mi è sfuggito!
Pensate, 840 ore, 50400 minuti, 3024000 secondi. Non so se appaia più come una
questione di matematica o di tempo, diciamo che preferirei soffermarmi su quest’ultimo
al momento.
Ero alla finestra e cercavo di scrutare all'orizzonte una montagna magari precedentemente nascosta da una nuvola, quando ho pensato: “Possibile
che non c’è mai la stessa vista? Eppure le montagne sono sempre le stesse
allora perché?”.
Lo so avrei potuto semplificare il tutto
attribuendo il fatto al meteo ma l’ho voluta leggere in un’altra chiave.
E’ vero che le montagne non cambiano ed
è vero che il panorama è assoggettato alla clemenza meteorologica ma mi sono
chiesta:
“Ma tu ti sei mai presa del tempo per guardare fuori come oggi?”.
Sebbene la risposta non mi piacesse, perché non mi piace ammettere una
mancanza, io di fatto quel tempo non me lo sono mai concessa o almeno quel momento sarà stato fugace.
Il tempo…ma cos'è il tempo?
Fino al giorno prima della quarantena vi
avrei risposto:
“Aspettate che guardo l’agenda!”.
Oggi invece sapete cosa vi dico? Panta rei
e del resto cosa importa se ci sono arrivata giusto qualche millennio dopo Eraclito.
Siamo la generazione che ha per motto: “Ottimizzare-ottimizzare-ottimizzare”,
quelli che per quanto si credano indispensabili non lo sono affatto e si
spingono sempre di più verso la ricerca dell’efficienza nella speranza di non
essere intercambiabili.
Siamo quelli che si credono padroni del tempo perché maestri
dell’organizzazione ma alla fine siamo solo sopraffatti da quel tempo che in
realtà ci passa davanti e non dominiamo affatto!
Vi siete mai chiesti: “Oh Dio
ma che giorno è?” o ancora “E’ passata un’altra settimana?”, o peggio “E’ già
primavera! Certo come vola il tempo!”.
La lista potrebbe continuare all'infinito
ed io sono certa che molti di voi almeno una volta si siano sentiti sconfitti
rispetto a quel tempo che di fatto subiscono.
Immagino poi la difficoltà nel
ritrovarsi catapultati in questa nuova realtà dove al contrario il tempo sembra
in sospeso o peggio dilatato. State tranquilli le giornate sono sempre composte
da 24 ore e l’unica cosa ad essere cambiata è che ora quel tempo lo avete di
fronte e non vi sentite più scaltri nel raggirarlo.
Vi riporto due frammenti degli aforismi di
Eraclito a noi pervenuti:
Frammento 27: “Il sole è nuovo ogni
giorno”
Frammento 28: “Entrano negli stessi
fiumi, ma acque sempre diverse scorrono verso di loro”
Da questi si può evincere che nel Panta
rei, ossia nel “Tutto scorre”, egli ritenesse che la staticità fosse un
inganno. Per lui il sole ed il fiume cambiano, così come la realtà. Non è
quindi detto che tuffarsi in quelle acque una seconda volte sia uguale alla
prima. Mutano le acque e la prima volta appartiene ormai al passato che non
potrà essere rivissuto.
A questo punto anche le montagne di
fronte a me cambiano?
Evidentemente no, ma di certo stiamo assistendo al divenire di tutto il resto, del quale al momento siamo
solo semplici spettatori.
Forse è il caso di ripartire proprio da
qui, dalla presa di coscienza che il mondo ed il tempo scorrano a prescindere da noi e con essi varrà la pena di "essere in tempo" alla fine di questa quarantena.
Dcheese
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