Quante volte tentenniamo di fronte al cambiamento? Oggi è uno di
questi momenti? Possiamo scegliere? Come deformazione professionale cerco di capire quali sono i driver del
momento e leggo i seguenti: responsabilità, resilienza, riflessione, ascolto, flessibilità,
adattamento e coraggio. Ed è tutto ciò con cui convivo da quando sono nata,
certo non posso dire sicuramente di essere la persona più coraggiosa al mondo,
non nascondo che ho ed ho avuto dubbi e perplessità prima di ogni mio cambiamento
che sia stato a livello personale o professionale ma questo fortunatamente non
mi ha bloccata, almeno finora. In questo nuovo contesto mi rendo conto che il
coraggio gioca la sua parte, ma forse non è tutto, la spinta potrebbe venire anche
dalla curiosità e dall’idea che forse oggi potrebbe essere il momento per cambiare,
siamo sicuri che vogliamo tutto com’era prima? Chi siamo e come possiamo
farcela? Ma! Io faccio parte della generazione dei "millennial" che comprende
tutte le persone nate, secondo l’Istat e la Pew Research Center, tra il 1981 e
il 1996. Tristemente nota per essere la generazione che ha pagato maggiormente
le conseguenze della crisi del 2008 con il tasso di disoccupazione più alto
in Europa. Si siamo proprio noi la generazione a cui era stato promesso un futuro
roseo, perché nonostante il debito crescesse, i grandi scandali politici,
l’Italia veniva considerata tra le potenze industriali mondiali ed era un
periodo caratterizzato da una grande fiducia nel futuro, da ottimismo e
spensieratezza. Abbiamo conseguito la laurea consapevoli che sarebbe stato il nostro passe-partout
per un futuro eccezionale, maggiori agi e uno stipendio sicuro. Ma nel 2008
eccola “la crisi finanziaria”, il tracollo della Lehman Brothers, la crisi dei
mutui subprime... Sogni e prospettive frantumate ed iniziano i favolosi anni
contraddistinti dai contratti a tempo determinato a 1.000 euro (quando andava
bene), degli stage infiniti, della fuga di cervelli e il disperato invio di
curriculum senza una risposta.
E quella laurea? Perfetto non ti assicurava più un lavoro e se te lo
dava sicuramente non era ben pagato. Oggi 2020 nuova crisi e naturalmente noi ci siamo ancora, secondo uno
studio di Manpower proprio da quest’anno rappresentiamo oltre un terzo dei
lavoratori a livello globale.
Restiamo la triste generazione o saremo la generazione della
rinascita? Non andrà tutto bene, non penso potrà andare tutto bene, ma sono
certa che in qualche modo riusciremo ad uscire dal tunnel. Possiamo fare
ordine nel nostro mondo perché “nulla è impossibile” e forse è arrivato il
momento di iniziare ad adottare un nuovo mantra: “Meno e meglio”. È il
momento di fare le cose fatte bene non possiamo lasciare nulla al caso e
non provandoci lasceremmo qualcosa a
metà. Peccato non provarci. Caratterialmente sono assolutamente aperta a tutto,
non giudico mai, è tutto troppo personale, quindi non darei mai consigli a
nessuno su come approcciare questa nuova sfida e non ne sarei capace, ma spero
che questo post sia una spinta a non mollare per qualcuno che lo leggerà.
Ogni mattina davanti allo specchio mi faccio la stessa domanda: “Perché non provare?” ... A volte serve non avere paura di sconfinare!
Sara grazie per la foto!!!

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