“Rispetta la distanza sociale” è qui che ricade subito la mia attenzione arrivata alla banchina.
Una variabile che si aggiunge al numero di binario, a quello del treno, alla linea gialla…insomma per me che una volta sono salita su un treno in anticipo trovandomi quasi a Venezia, direi che non è cosa banale ma del resto non lo è neanche un treno in anticipo!
Sul treno diretto dal sud al nord, vedevi spesso persone ben rifornite di generi alimentari, neanche dovessero partire per aprire un ristorante e vicino a loro la malcapitata persona gentile che dava una mano. Oggi invece le persone con due valige, una per i vestiti ed una, anzi, un frigo restano, le altre invece dicono si siano estinte, ah no…c’è il distanziamento sociale.
Una volta in carrozza (detta così mancano solo i cavalli), ti rendi conto di come le sensazioni siano diverse da quelle di un tempo.
La chiacchierata con Tiziana, maestra elementare, che ogni settimana si metteva su un treno da Bologna per tornare a casa, incerta su quella che sarebbe stata l’assegnazione dell’anno successivo. “Ora va così, poi come viene ce la prendiamo!” diceva.
Matteo, fuorisede ancora stordito e felice per la fine della sessione. A sentirlo dentro di me ammetto di aver ripetuto più volte: “Grazie al cielo l’ho finita!”. In realtà non sono del tutto certa di averlo solo pensato!
Il duo siculo di ritorno da 15 giorni su una piattaforma nell’Adriatico. A sentirli giorni infiniti dove la notte è solo scura.
Pasquale incontrato dopo una trattativa con un fornitore, quando ancora le call erano un optional e questa andava fatta per forza faccia a faccia, “al ribasso ovviamente!”.
Il viaggio in treno era sospeso nel tempo, non guardavi quante fermate mancassero (ok la mia era l’ultima…anche per questo non guardavo) ma il punto è, che quel giorno, in quella tratta, ti saresti ritrovata a parlare liberamente con dei perfetti sconosciuti.
“Il treno ha fischiato”, segnale per gli accompagnatori, scatto per il ritardatario, la sintesi della tua partenza. Tutto questo oggi è preceduto da una segno della croce, un rosario in loop e l’auspicio che il signore che ha appena starnutito abbia solo il raffreddato!
Rientrata a casa accendo la radio e parte Rino Gaetano “Il cielo è sempre più blu”...ma si gli credo.
Dcheese
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