Sabato ore 7:00, per me è da considerare l’alba, urla, vetri, porte
che sbattono… cosa succede mi sono svegliata in una guerra. Tramortita dal
sonno non capisco, voglio dormire ma è impossibile. Ma a quest’ora cavolo
dovete litigare.
Mi sembra di riconoscere la voce Edward: “maledetta, ti rendi conto di
quello che dici, non posso crederci, ancora!”
Poi eccola, Licia: “nooooo non credo che nessuno si senta come me
adesso, ma io ti amo”. Il portone sbatte forte. Corsa sulle scale… Edward percorre
velocemente i lunghi portici fino a svanire dietro l’angolo. Licia è sola.
Avrà confessato il suo tradimento? L’avrà beccata sbirciare il secondo
piano? Naturalmente per sfogarsi cosa fa? Attacca banda, iniziamo con le
pulizie alle 7:30… aspirapolvere, lavatrice, ma si, spostiamo anche i mobili… ed
ora è la volta del balcone, tiriamo tutto a lucido e… riposizioniamo la
sediolina di legno. Nutriamo ancora qualche effimera speranza.
“There are many things that I would like to say
to you
But I don't know how
I said maybe
You're gonna be the one that saves me?
And after all
You're my wonderwall”
Sulle note di “Wonderwall”, che tra l’altro è una delle mie canzoni
preferite, decido che è il momento di mettere i piedi per terra … dopo questo
traumatico risveglio cosa può succedere ancora? ... riparto con la mia routine
del sabato fino ad arrivare al mio solito appuntamento con il tramonto, non
posso non guardarlo. Una volta una persona molto importante mi ha detto:
“il tramonto di oggi non sarà il tramonto di domani e vale la pena godersi ogni
istante” da quel giorno non manco a nessun appuntamento.
Mi posiziono dietro al vetro per godermi lo spettacolo ma sento urlare
il mio nome a squarciagola. La poesia è finita. Aiuto Mirko. Mi scaravento
fuori per evitare che tutto il vicinato si affacci prima di me: “dimmi!”,
Mirko: “non mi si accende il cellulare posso fare una telefonata dal tuo? Per
favore!” … io: “Sali tra 10 minuti!”, c’è uno spettacolo che non posso perdere.
Per parlare si sposta sul pianerottolo e lo sento urlare. Rientra: “grazie
ho provato a fare due telefonate, se ti richiama un numero è Marika, non mi ha
risposto”. Appena va via, sempre con la mia indole inquisitoria controllo i numeri “ma hai
chiamato in Francia, maledetto! Con chi urlavi, in che casino sei Mirko!”, il mistero
continua ad infittirsi. Mezzanotte, strade silenziose, inizio a vagare nei miei sogni ma il mio citofono suona. "Ma quest’ora chi è? questo sabato finirà mai?" … Mirko: “ho spezzato la chiave nel cancello mi
apri?” ... è decisamente ora, mi lasciate dormire!
Termino qui e niente, niente di quello che avrei potuto fare o non
fare, volere o pensare, mi avrebbe condotto a una meta diversa… ora però
silenzio… Buonanotte!
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